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Come fare l'inventario in un piccolo negozio senza perdere una giornata

Perché i numeri non tornano

Ogni negozio che non ha mai contato crede ai suoi registri. Ogni negozio che ha contato la sa più lunga. La giacenza si sposta per motivi banali: una bottiglia si è rotta e nessuno l'ha segnato, una scatola è servita al negozio stesso, una consegna è arrivata incompleta, una vendita è stata battuta sul prodotto sbagliato, e a volte qualcosa è uscito dalla porta. Niente di tutto questo compare da solo nei registri. L'inventario è l'unico momento in cui i registri e lo scaffale si incontrano.

Per questo un inventario vale la pena anche quando non trova nulla. Un conteggio che torna è una prova, e la prossima volta che un numero sembra strano saprete che un mese fa era giusto.

Prima di iniziare

Scegliete un momento in cui la merce non si muove: dopo la chiusura, prima della prima consegna o una mattina tranquilla. Se non potete fermare le vendite, segnate l'ora di inizio e contate ogni zona in una volta sola, così una vendita durante il conteggio non finisce tra due persone.

Poi preparate la lista. Ogni prodotto con la quantità che i registri dichiarano, nell'ordine in cui gli scaffali vengono davvero percorsi, non in ordine alfabetico. Se contano in due, date a ciascuno uno scaffale intero o una stanza intera. Con due persone sullo stesso scaffale, la stessa scatola viene contata due volte.

Contare senza perdere il segno

Contate quello che avete in mano, non quello che dovrebbe esserci. L'errore più comune è dare un'occhiata alla giacenza contabile, vedere un numero plausibile e spuntarlo. Coprite la giacenza contabile se serve. Prima contate, poi confrontate.

Spuntate ogni riga appena è fatta e lasciatela esattamente dov'è. Le liste che si riordinano mentre spuntate, o che nascondono da sole le righe contate, fanno perdere il segno davanti a uno scaffale vero. Una lista che sta ferma è più veloce.

Quando una riga non torna, scrivete il motivo subito, davanti allo scaffale, finché vedete ancora la scatola rovinata o lo spazio vuoto: danneggiato, scaduto, smarrito, errore di conteggio, furto. I motivi raccolti un'ora dopo sono supposizioni.

Dopo il conteggio

Rivedete le differenze prima di applicare qualcosa. Una differenza grande merita un secondo conteggio di quella sola riga: ci vuole un minuto ed è lì che si nascondono quasi tutti gli errori. Poi applicate tutte le correzioni in un solo passaggio, così i registri mostrano un conteggio, in una data, fatto da una persona, con il prima e il dopo di ogni riga.

Conservate quel documento. Un inventario applicato in silenzio, correggendo le quantità una alla volta, non si può verificare in seguito e non dice se le differenze inventariali crescono o calano. Sei mesi di conteggi trasformano la vaga sensazione che «sparisce qualcosa» in un numero su cui agire.

Ogni quanto

A un piccolo negozio basta un inventario completo una volta al mese e un conteggio rapido, ogni settimana, dei venti prodotti che si muovono di più. Sono quelli che si spostano, e venti righe richiedono un quarto d'ora. Un magazzino con centinaia di articoli di solito passa all'inventario a rotazione: un reparto diverso ogni settimana, così ogni scaffale viene contato più volte l'anno senza mai chiudere.

Fate coincidere l'inventario completo con la chiusura dell'esercizio. La valorizzazione che vi chiede il commercialista è quel conteggio moltiplicato per il prezzo di acquisto, e un conteggio che tenete già non costa nulla in più.

L'inventario di fine anno: quando è obbligatorio

In Italia è obbligatorio in contabilità ordinaria: per le società di capitali e le imprese oltre 500.000 euro di ricavi nei servizi o 800.000 nelle altre attività. Va firmato dall'imprenditore entro tre mesi dal termine per la dichiarazione dei redditi (art. 2217 c.c.). Deve indicare i beni raggruppati in categorie omogenee per natura e valore, con il valore di ogni gruppo; se non mostra gli articoli e la loro ubicazione, vanno conservate le distinte usate per compilarlo (art. 15 DPR 600/1973, dal 2027 art. 21 D.Lgs. 141/2026). In semplificata, per cassa, e nel forfettario le rimanenze non entrano nel reddito.

Registrate ogni carico e ogni vendita fino al momento in cui iniziate a contare; se il negozio resta aperto, la merce in arrivo resta imballata in un punto segnato e ogni vendita durante il conteggio si annota con l'ora. Ogni telefono ha i suoi scaffali, e uno scaffale finito si segna perché nessuno lo riconti. Sulla lista vanno data del conteggio, data di chiusura dell'esercizio e chi ha contato. La merce prestata a un cliente resta vostra ma non è sullo scaffale: aggiungetela all'inventario dalla lista In prestito di Invenva, non al conteggio.

Le rimanenze si valutano al minore tra costo d'acquisto senza IVA detraibile e valore di realizzo, e per i beni fungibili il codice civile ammette il costo medio ponderato (art. 2426), lo stesso che usa Invenva. Con un piano a pagamento l'export Excel delle Scorte riporta per ogni articolo categoria, posizione, quantità e valore al costo. Per contare su carta c'è il nostro modello di foglio inventario Excel gratuito. Il secondo foglio, Inventario rimanenze, trasforma il conteggio nell'inventario di fine anno: numero di riga, categoria con il suo totale, ubicazione, costo unitario IVA esclusa, valore e firma dell'imprenditore.

Gli errori che vediamo più spesso

Farlo in Invenva

L'Inventario in Invenva è costruito proprio intorno a questa lista: ogni riga parte dalla giacenza contabile, spuntate le righe sul posto e restano dove sono, una riga che non torna riceve subito un motivo, e Applica scrive un solo documento di conteggio con chi, quando, prima e dopo per ogni riga cambiata. Potete leggere i codici a barre per contare invece di digitare, e un conteggio può limitarsi a una categoria o a uno scaffale.

Due persone possono dividersi gli scaffali su due telefoni. Con il piano Pro annuale i primi 7 giorni sono gratis: abbastanza per contare tutto il negozio, applicare il risultato ed esportare l’elenco delle scorte per il commercialista.