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Leggere i codici a barre con lo smartphone per il magazzino

Lo smartphone ha raggiunto il lettore

Per anni il magazzino con i codici a barre è stato affare da terminale portatile: un apparecchio pesante, con laser, base di ricarica e licenza, il cui prezzo torna solo in un magazzino grande. Il piccolo negozio guardava il preventivo e tornava al quaderno.

Quel divario si è chiuso. La fotocamera di uno smartphone di oggi legge un codice stampato in una frazione di secondo, con poca luce, tenuta storta, su una bottiglia curva. Il lettore non è più la parte cara, e in un negozio con qualche centinaio di articoli non resta niente che un terminale faccia e lo smartphone che avete già in mano no.

E i prodotti senza codice?

Ci sono in ogni attività: sfuso, quello che producete voi, scatole con l’etichetta consumata e giacenze vecchie di prima dei codici a barre. È esattamente qui che quasi tutti rinunciano a leggere, ed è un problema già risolto.

Il codice lo stampate voi. Un codice a barre è solo un numero disegnato a righe, e nel commercio i numeri che iniziano con 2 sono riservati all’uso interno del negozio. Non vanno mai in conflitto con il codice di un produttore, perché a nessun produttore ne viene assegnato uno. Generate un numero per il prodotto, lo stampate su un’etichetta, la attaccate al bordo dello scaffale o sull’articolo, e da lì in poi viene letto come tutti gli altri.

Fatelo una volta sola, tutto insieme, per ogni cosa senza codice. Un pomeriggio e un foglio di etichette sono la differenza tra una curiosità e il modo in cui il negozio lavora da adesso.

Dove fa risparmiare tempo e dove no

Conviene dove prendete in mano lo stesso prodotto molte volte con le mani occupate. Il ricevimento merce è il caso più chiaro: leggete ogni scatola mentre scende dal pallet e le quantità sono registrate prima che il corriere riparta. L’inventario è il secondo: leggere ogni pezzo mentre lo toccate è meglio che tenere un numero in testa mentre cercate la riga giusta.

Non fa risparmiare niente quando inserite un prodotto per la prima volta. La lettura dice all’app di quale prodotto si tratta, non come si chiama né quanto costa, quindi un prodotto nuovo si scrive lo stesso. Chi promette che leggendo il codice compaiono da soli nome e prezzo sta promettendo un archivio prodotti, che è un’altra funzione con altre lacune.

Cosa controllare prima di affidarvici

Tre domande separano un’app in cui la lettura lavora davvero da una in cui serve solo per la dimostrazione.

Come funziona in Invenva

In Invenva la lettura è la registrazione, non la ricerca. Puntate la fotocamera su un prodotto e compare una scheda piccola con una quantità da scrivere o da aumentare a passi, così una mano sola riceve un carico intero. Se leggete di nuovo lo stesso prodotto il conto continua a salire, ed è così che si conta un pallet vero.

La stessa fotocamera porta avanti l’inventario, dove ogni lettura è un pezzo fisico nella vostra mano, e porta avanti le liste di entrata e di uscita, dove il progressivo si vede accanto alla quantità prevista.

Per i prodotti senza codice, Invenva genera un codice interno che inizia con 2, lo verifica contro tutti quelli che avete già e lo salva sul prodotto. Con Pro lo stampa anche su un foglio di etichette, con il nome e, se volete, il prezzo. Da quel momento il prodotto si legge come uno di marca.

Tutto questo funziona senza connessione, perché la lettura avviene sul dispositivo e il movimento viene scritto prima in locale.

La demo si apre senza account. La fotocamera del telefono legge i codici nelle app per iPhone e Android e nell’app web, e un lettore di codici a barre USB o Bluetooth funziona in tutte e tre le app.